COME AL SOLITO, MATTEO RENZI HA UNA VISIONE DISTORTA DEGLI EVENTI

Sarà stata la sberla ricevuta in pieno viso in occasione delle elezioni europee, o forse il caldo di questi giorni gli ha procurato una insolazione, ma ci pare che il padre-padrone di Italia Viva stia perdendo il senso della realtà: se così non fosse, non si lascerebbe andare a certe dichiarazioni; all’interno del notiziario elettronico numero 980 di martedì nove luglio, tra le altre cose, Matteo Renzi – o più facilmente lo staff che lo circonda e si occupa del suo sito e risponde alle interlocuzioni, come da noi sperimentato in più di un’occasione – scrive le solite falsità assortite.

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Con quella immensa faccia di tolla che è capace di mostrare alla bisogna, stravolge la realtà dei risultati delle due consultazioni elettorali di questi giorni – nel Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord ed in Francia – per perorare la causa del centro politico che, secondo lui, non sarebbe accantonabile, come «è successo ai laburisti che hanno smesso di attaccare Blair e hanno vinto con Starmer, è successo a Macron quando ha bloccato l’avanzata della Le Pen».

Se, in qualche modo, è innegabile che la ripresa della così detta “terza via” – lanciata da Tony Blair decenni fa, a causa della quale (dopo una effimera stagione di vittorie) sono presto arrivati diciassette anni di cocenti, per i lavoratori e le masse popolari, sconfitte – ha giovato elettoralmente al Labour Party inglese, il macronismo, antifascista soltanto a parole, deve ringraziare la desistenza del Nouveau Front Populaire se è ancora in vita, altro che essere determinante.

Subito appresso si occupa della situazione italiana, dimostrando immediatamente di essere – anche qui fraudolentemente – alla ricerca di un reintegro nella compagine della destra moderata: il suo grido di aiuto «chi si preoccupa dei veti e non dei voti fa un favore agli avversari» fa sganasciare dalla risate, visto che viene da uno che nelle ultime tornate elettorali ha perduto costantemente il sostengo di quello che fu il suo elettorato di riferimento, sempre più spesso raccattando zero tituli.

Il pensierino finale lo dedichiamo ad una affermazione dell’ex segretario del Partito Democratico circa il deprimente, per lui, risultato ottenuto alle ultime elezioni europee: questo sarebbe avvenuto a causa dei veti posti da Carlo Calenda che, con il suo atteggiamento, avrebbe «mandato a Bruxelles i sovranisti e gli anti-Nato»; ci piacerebbe sapere dalla Volpe di Firenze quali sarebbero gli eletti italiani al Parlamento europeo contrari all’Organizzazione Terroristica dell’Atlantico del Nord: noi non ne vediamo.

 

Bosio (Al), 13 luglio 2024

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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